Day 2 – Lasciati Liberare – #StandUpWeek!

Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 12,1-11

Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me». Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

dal canale YouTube del CENTRO ALETTI – EDIZIONI LIPA
Commento alle letture del lunedì di Settimana Santa Is 42,1-7; Sal 26; Gv 12,1-11

Testimonianza

Ciao sono Miriam, dell’equipe diocesana della Pastorale Giovanile Diocesana, io ho meditato sull’episodio parallelo nel vangelo di Luca. L’evangelista ci presenta una donna di cui sappiamo ben poco, solo che arriva da Gesù con del profumo; una donna senza identità, una donna che potrebbe essere ognuno di noi, una donna che non riesce ad esprimere in parole la sua storia, ma ha dei pesi dentro: il suo poco amore,i suoi sbagli,le sue scelte, le sue assenze… Non sappiamo di preciso! Potremmo chiederci quanto ci pesano i nostri errori? Ci siamo forse abituati?
Questa donna sente il bisogno di essere perdonata, liberatata da una malattia, non del corpo, ma del cuore… a differenza dell’uomo che ha invitato Gesù a cena che si sente “a posto” perché è un fariseo! Quante volte capita anche a noi di sentirci farisei, “a posto”, migliori degli altri…
Gesù ci ricorda che quanto più ci sentiamo perdonati più ci sentiamo amati, perché sperimentiamo che lui non guarda ai nostri errori che tanto ci pesano! Lui trasforma i nostri cuori, dandoci quella pace che ci permette di avere una vita che trabocca di gioia… Questo dono lo si sperimenta soprattutto nella confessione.
Io prima facevo fatica a confessarmi, forse per il rapporto che avevo con Lui, prima ero arrabbiata, vedevo solo i miei fallimenti: la mia vita non andava come volevo, c’erano cose che non riuscivo a superare e davo la colpa a Dio, non vedevo il suo aiuto o che qualcosa cambiasse. Credevo solo che fosse presente, ma poi é cambiato il mio modo di pregare, il mio frequentare, il sentirmi guidata. Ho capito che se le cose non vanno come penso io non é colpa sua, anzi Lui mi aiuta e non mi fa sentire più sola. La confessione mi conferma proprio questa percezione, sì, é un incontro diretto con Lui, un dialogo aperto senza freni, senza paure, senza giudizi! Mi lascia un senso di tranquillità, di sicurezza e mi aiuta a vedere le cose in un altro modo.
Mi piacerebbe che per Pasqua ognuno di noi riesca a spandere il suo profumo: il nostro pentimento come Pietro, la nostra voglia di nutrirci dell’amore di Dio come Giovanni, la nostra voglia di rinascere come Lazzaro…

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